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Cresce la voglia di curarsi a casa piuttosto che in ospedale: il 77% degli italiani esprime una preferenza verso forme di assistenza domiciliare. Torino (88%) e Palermo (78%) i centri urbani maggiormente polarizzati su questo tipo di scelta. Insomma, italiani casalinghi quando cè da curarsi e, naturalmente, quando il problema di salute lo consente. A sostenerlo una ricerca commissionata da Air Liquide, azienda che opera nel settore dei gas tecnici ad uso industriale e medicale, e condotta da Nextplora nel novembre 2006 su un campione rappresentativo della popolazione over 35 residente nel Centro, Nord e Sud Italia. Per coloro che dichiarano di preferire l'assistenza domiciliare è soprattutto la serenità che deriva dall'ambiente e dagli affetti familiari la motivazione principale di questa scelta (58%). Ma anche la comodità di stare a casa propria fa la differenza rispetto all'ospedale (33%). Le donne e i più giovani (35-44 anni) apprezzano anche i minori disagi per lo spostamento. Particolarmente sensibili a questo fattore i centri metropolitani, più caotici e trafficati, di Milano e Roma.
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E' attesa a brevissimo, già dall'inizio del nuovo anno, l'autorizzazione all'uso della terza generazione di cuore artificiale, una sorta di bottone di qualche centimetro di diametro che, sostituito a un cuore che non ce la fa più, permetterà ai pazienti di vivere una vita praticamente normale con un bisogno ridotto di terapie anticoagulanti indispensabili con i device più vecchi. E' quanto dichiarato da Ettore Vitali, Responsabile del Dipartimento Angelo De Gasperis Divisione Di Cardiochirurgia presso l'Azienda Ospedaliera Niguarda Cà Granda di Milano al XXIII Congresso della Società Italiana di Chirurgia Cardiaca. Il nuovo cuore artificiale, spiega Vitali, è una piccola centrifuga che con palettine simili a un timone in miniatura pompa il sangue in un modo ottimale riducendo i rischi per il paziente. E' stato sperimentato in molti stati tra cui Austria, Germania, Usa, Australia ed ha dato ottimi risultati tanto da essere ormai prossimo all autorizzazione. Il cuore artificiale, spiega Vitali, permette di avere una vita normale e può essere un salva-vita in tutti quei, moltissimi, casi in cui il trapianto di cuore non è praticabile, almeno 3000 vite in più ogni anno in Italia potrebbero essere salvate e in alcuni casi sembra addirittura capace di 'rimettere in moto' il cuore del paziente in modo da poterlo poi rimuovere dopo un certo periodo di applicazione.
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Gli esperti la chiamano ‘fobofobia’, cioè paura di avere paura . Dopo l’impatto con episodi ripetuti di terrorismo il mondo vive una sorta di ‘timore globale’, un senso di precarietà collettivo, verso il quale non esistono ancora strumenti necessari per affrontare e vincere la sfida. Per trovare soluzioni a questa situazione e imparare a gestirle parte il Master di I Livello “Analisi e gestione dei contesti di paura e panico. Aspetti neuro-psicologici, socio-antropologici e mass-mediologici”, previsto a partire dal prossimo Anno Accademico alla Libera Università San Pio V di Roma. Diretto da Rosario Sorrentino, Neurologo, Direttore dell’Unità Italiana per la cura degli Attacchi di Panico (UIAP), Clinica Paideia, Roma, il corso, primo in Italia nel suo genere, ha come obiettivo primario quello di cambiare il nostro rapporto con la paura. “È necessario modificare progressivamente i comportamenti di ognuno di noi affinché si arrivi alla consapevolezza della paura", spiega Sorrentino, "è questo il solo modo per affermare un nuovo paradigma culturale, quello della paura consapevole".
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Nuove e interessanti prospettive nella cura della malattia di Alzheimer, grazie a un collirio che contiene la molecola Ngf. Una goccia di questa sostanza è in grado di raggiungere i neuroni del prosencefalo basale e prevenirne la morte. E’ questo il risultato di studi clinici condotti da Luigi Aloe, dell’Istituto di neurobiologia e medicina molecolare (Inmm) del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma e da Alessandro Lambiase della Clinica oculistica dell’Università di Roma “Campus”. “Negli ultimi anni – è scritto in una nota del Cnr - il fattore di crescita nervoso (scoperto negli anni ’50 dal premio Nobel Rita Levi-Montalcini) ha ricevuto molta attenzione come potenziale agente terapeutico nella malattia di Alzheimer e attualmente, l’uso di questa molecola nel trattamento della malattia richiede la somministrazione intracerebrale in prossimità delle aree cerebrali colpite dalla patologia, essendo incapace di attraversare la barriera ematoencefalica”.
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Mentre a Torino un giovane disabile è bersaglio di un gruppo di ragazzi "normali", a Santeramo (prov. Bari) la genialità di un altrettanto giovane disabile diventa un libro a quattro mani, assieme a una sensibile insegnante, per andare oltre la "normalità". Un libricino, "Chissa se ieri pioverà" (10 euro, 64 pag), pubblicato da una piccola casa editrice barese, Gelsorosso, riscatta l'immagine della scuola dal bullismo e riportare alle cronache una delle tante esperienze positive che lontano dai clamori riempiono le aule scolastiche. È il diario di un'insegnante di sostegno, Olimpia Riccio, che dopo aver seguito per tre anni un alunno disabile nella scuola media di Santeramo, approfondisce il significato della sua esperienza umana prima che didattica. Nella prefazione, il direttore dell'Ufficio scolastico regionale sottolinea il valore di chi, lavorando con competenza e passione, come la maggior parte degli operatori, riesce a risolvere i problemi di ordine culturale, sociale e strutturale dell'integrazione, lontano dalle luci della cronaca. Fonte: Garganopress
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Secondo gli ultimi dati disponibili, tra il 2002 e il 2004 una media di 8.220 morti l'anno sono state causate dagli effetti a lungo termine delle concentrazioni nell'aria di polveri sottili superiori ai 20 mg/m3, che è il valore limite spesso superato. I decessi sono il 9% della mortalità negli over 30 per tutte le cause, esclusi gli incidenti stradali. A ricordare questi dati, il convegno "In città senza la mia auto", promosso dal ministero della Salute in collaborazione con Euromobility. Le nuove conoscenze sulle polveri killer consentono di scomporre l'impatto della mortalità per gli effetti oltre la soglia limite in cancro al polmone (742 casi/anno) e per infarto (2.562) e ictus (329) per danno diretto delle polveri su cuore e arterie.
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