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LONDRA - Riacquistare la vista grazie ad un trapianto di cellule della retina. Per la prima volta, in un esperimento condotto su topi, un gruppo di ricercatori è riuscito a ripristinare parzialmente la facoltà visiva, trapiantando negli animali cellule precursori della retina.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, si deve all'équipe del London Institute of Ophthalmology ed ha utilizzato un nuovo approccio sviluppato alla University of Michigan, presso il Kellogg Eye Center. I risultati sono stati accolti con grande interesse dalla comunità scientifica e potrebbero aprire la strada ad una cura per moltissime malattie degenerative della retina, compreso il diabete che affligge milioni di persone.
Gli scienziati hanno utilizzato cellule staminali adulte e quindi, già con una destinazione precisa: fotorecettori, cioè cellule della retina, "in fieri".
Nelle retinopatie si ha una degenerazione per cui i fotorecettori che costituiscono la retina, ovvero le cellule chiamate coni e bastoncelli, muoiono. Sono i fotorecettori a tradurre gli impulsi visivi in un messaggio che poi, viaggiando sul nervo ottico, arriva al cervello, che lo traduce in immagini. Senza fotorecettori al cervello non arriva nulla e la capacità visiva è persa.
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Gli studenti degli istituti superiori di Reggio Emilia si prenderanno cura dei loro coetanei disabili. E' il progetto "studenti-tutors", promosso dalla Provincia di Reggio Emilia che ha stanziato 154.650 euro. Nel corso dell'anno scolastico, 188 studenti aiuteranno i loro compagni in difficoltà, sia in classe, durante le lezioni o nelle attività di laboratorio, sia nei compiti a casa o nel tempo libero. "L'obiettivo - spiega l'assessore provinciale all'Istruzione, Gianluca Chierici - è quello di rendere le scuole luoghi di vera inclusione, promuovendo da un lato il protagonismo sociale e lo spirito solidaristico dei giovani, e dall'altro il ruolo essenziale della scuola nel rispondere a bisogni educativi particolari".
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BAGHDAD - Al termine di un processo durato poco più di un anno, l'ex
dittatore iracheno Saddam Hussein è stato oggi condannato a morte per
crimini contro l'umanità. In piedi, e con il consueto tono di sfida,
egli ha cercato di contrastare il giudice che annunciava la sentenza,
scandendo ripetutamente ad alta voce "Allah Akbar" (Dio è grande), ma
alla fine è stato costretto a lasciare l'aula, mentre il giudice
completava la lettura del verdetto. Su otto imputati solo uno è stato
prosciolto, un funzionario locale del partito Baath, mentre oltre a
Saddam altri due sono stati condannati a morte: Barzan al Tikriti, suo
fratellastro ed ex capo dei famigerati servizi segreti, e l'ex
presidente del tribunale rivoluzionario Awad al Bander.
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E' un sorpasso storico: Google, il motore di ricerca diventato uno dei simboli di Internet, sta per superare i principali canali televisivi britannici come fatturato pubblicitario. La notizia è talmente significativa che il Financial Times le dedica il titolo di apertura di prima pagina. Si tratta, in effetti, di una svolta epocale: l'inizio della dominazione del web non soltanto in termini di audience, ma anche dal punto di vista dei profitti. Fino a non molto tempo fa c'era la convinzione che la rete non fosse un buon trasmettitore di messaggi pubblicitari. Una pagina di internet contiene innumerevoli notizie, richiami ad altre notizie, inviti a spostarsi su un'altra pagina per approfondire un tema o occuparsi d'altro, per cui gli spot pubblicitari fanno fatica a richiamare l'attenzione. Il pubblico di internet, inoltre, ha notoriamente poca pazienza e basta un clic del mouse per cambiare pagina, argomento, sito.
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Otto medici di medicina generale su 10 esprimono fiducia nei medicinali equivalenti e li considerano sovrapponibili alla specialità di riferimento, in quanto a efficacia terapeutica . Addirittura, oltre 9 medici su 10 sono convinti che prescrivere un farmaco equivalente rappresenti un’opportunità concreta per contenere il budget della spesa farmaceutica nel nostro Paese. L’86 per cento confessa, però, candidamente di non disporre di informazioni sufficienti in merito a tutti i generici presenti sul mercato, in Italia. La considerazione positiva di cui godono questi medicinali presso gli addetti ai lavori e, d’altro canto, la conoscenza ancora limitata che si riscontra dimostrano quanto sia necessario avviare un’opportuna campagna di informazione, non solo a beneficio del pubblico ma anche della stessa classe medica, dal momento che l’elenco dei generici disponibili è in continuo aggiornamento.
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Il premio Nobel per la medicina 2006 è stato assegnato a due americani, Andrew Fire e Craig Mello per i loro studi sull'RNA interference, cioè il meccanismo mediante il quale alcuni frammenti di RNA a doppio filamento sono in grado di interferire (e spegnere) l'espressione genica. Nella motivazione per l'assegnazione del premio è stato sottolineato che i due ricercatori hanno scoperto un processo fondamentale per il controllo della trasmissione delle informazioni genetiche. La scoperta di Fire e Mello, avvenuta nel 1998, è importante anche per le infezioni da virus: infatti il sistema della RNA interference, secondo alcune ipotesi, si sarebbe evoluto proprio per rispondere agli attacchi dei virus. Andrew Fire è nato nel 1959, è professore di patologia e genetica e lavora per la facoltà di medicina di Stanford. Craig Mello è nato nel 1960, è professore di medicina molecolare e lavora per la facoltà di medicina di Worcester.
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