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Una ricerca del gruppo del professor Salvatore Maria Aglioti, condotta a Roma presso la Fondazione Santa Lucia e il Dipartimento di Psicologia dell’Università La Sapienza, ha dimostrato che il riconoscimento dell’individualità del corpo è affidata alla Extrastriate Body Area (EBA), mentre le informazioni su ciò che il corpo sta facendo sono elaborate dalla Corteccia Premotoria Ventrale (cPMv). Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale “Nature Neuroscience aiuterà anche a comprendere le alterazioni dell’immagine corporea, tipiche dell’anoressia. Chi soffre di questo disturbo ha un’alterata percezione e rappresentazione del proprio corpo: una persona si vede e si percepisce, infatti, come soprappeso anche se è oggettivamente denutrita e drammaticamente magra. «Una maggiore conoscenza delle strutture corticali implicate nella codifica dei diversi aspetti del corpo», sottolinea il professor Aglioti, «può contribuire, almeno in teoria, alla definizione di piani riabilitativi più efficaci contro le patologie che comportano un’alterata rappresentazione del proprio corpo in ambito neurologico e psichiatrico, l’anoressia è il caso più famoso ma ce ne sono tanti altri».
Fonte: Sanihelp
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La dermatite allergica da contatto (DAC) è una patologia che colpisce la pelle di 60 mila italiani, circa il 4 per cento dell'intera popolazione che ha problemi cutanei seri, queste persone sono particolarmente sensibili a specifiche sostanze presenti nei tessuti il cui contatto scatena una reazione del sistema immunitario. Secondo gli ultimi dati si stima che il fenomeno legato alla DAC è destinato a crescere a causa dell'aumento dell'importazione di tessuti ed abiti provenienti da paesi dove non vi sono dei controlli adeguati sulla sicurezza del prodotto finale. Per far fronte a questa situazione, il ministero della Salute ha promosso una serie d'iniziative che avranno il compito di tutelare la salute dei cittadini italiani.
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Contrariamente a quanto si possa comunemente pensare, la tubercolosi è una malattia tutt'altro che debellata. Anzi: nei prossimi 20 anni ucciderà nel mondo 35 milioni di persone. Perché un dato è certo: oggi ne uccide all'anno quasi 2 milioni, per l'esattezza 1,7. A lanciare questo allarme, documentato da dati statistici verificati, sono gli esperti del San Raffaele di Milano insieme all'associazione Stop TB Italia, organismo riconosciuto dall'Organizzazione Mondiale della sanità e specializzato appunto nella raccolta fondi, nella ricerca e nella cura nel mondo della tubercolosi. A questa malattia, con la quale tanto si può convivere per anni quanto morire in tempi relativamente rapidi, il San Raffaele ha voluto dedicare un convegno in occasione della Giornata Mondiale per la Lotta alla Tubercolosi. Convegno dal quale è emerso con evidenza questo dato: non solo la tbc (il romantico 'mal sottile') esiste, ma la sua diffusione nel mondo é di proporzioni impensabili. Nel 2004 sono morte di tubercolosi 1,7 milioni di persone, in media 5 mila ogni giorno. Il 98% di queste viveva in Paesi in via di sviluppo. "Dai dati in nostro possesso - ha spiegato il dottor Massimo Raviglione, direttore del dipartimento Stop TB dell'Oms - i nuovi casi di tubercolosi nel 2004 sono stati 8,9 milioni, localizzati per l'80% in 22 Paesi". Cioé a dire Asia e Africa in primo luogo. Ma anche Paesi dell'ex Urss. In Europa la tbc appare sotto controllo: 439 mila nuovi casi, 67 mila morti. Sembra un dato secondario, "ma non è così - ha sottolineato Raviglione - perché nel mondo globalizzato il flusso migratorio oggi in atto ha rimesso in moto il contagio". Ecco allora che il numero raddoppia se si tiene conto dell'Europa allargata: nel 2003 nei primi 15 Paesi membri UE solo 15 persone su 100 mila erano malate, ma questa percentuale é quasi doppia nei Paesi entrati nell'Unione nel 2004. E nei Paesi dell'ex Unione Sovietica il dato è cresciuto ulteriormente: 100 persone su 100 mila sono malate.
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