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Curiosità
Come difendersi quando siamo colpiti da geloni Stampa E-mail

mani4I geloni si formano per una esagerata reazione della pelle al freddo, si generano per un'improvvisa variazione della temperatura e colpiscono soprattutto le estremità: mani, piedi, naso e orecchie, provocando arrossamenti con pelle ispessita e screpolata, gonfiori della parte interessata, prurito intenso e dolore. Il problema è legato ad una cattiva circolazione periferica e, ovviamente, si previene riscaldando adeguatamente le parti ed evitando di esporsi a bruschi cambi di temperatura. Il trattamento omeopatico prevede alcuni rimedi, il più importante dei quali è Agaricus muscarius, utilizzato quando ci sono tutti i sintomi citati e, in particolare, contro i geloni localizzati nelle zone dove i tessuti sovra-ossei sono sottili (dorso delle dita di mani e piedi). Petroleum si usa in caso di prurito intenso, bruciore, e il colore è violaceo. Anche dopo anni le zone sedi dei geloni rimangono sensibili e al minimo cambio di temperatura diventano rosse e calde. La pelle è secca e screpolata, con fissurazioni che possono sanguinare. Si utilizzano sia Rhus toxicodendron che Rhus venenata se prevalgono bruciore e prurito, mentre Hepar sulphur è indicato se i tessuti si infettano e tendono a suppurare. Invece Psorinum corrisponde alla tendenza costituzionale a formare i geloni; è utile quando la pelle è spessa.

 
Sondaggio su ospedali italiani Stampa E-mail

dottoreOspedali italiani promossi, ma solo dalla metà degli italiani. E' quanto emerge da un sondaggio sulla malasanità effettuato dall' Istituto Piepoli per conto dell' Università Cattolica di Roma. Il sondaggio, realizzato su un campione di 1004 italiani dai 18 anni in su, rileva un 50% di sodisfatti a fronte di un 44% che si dice "poco" o "per nulla" soddisfatto. Nell'ultimo anno, ben 70 italiani su 100 hanno avuto esperienza diretta o indiretta dei servizi della sanità con esiti non sempre positivi. Le valutazioni migliori sono giunte dagli abitanti del nord-ovest (56%), mentre quelli del sud e delle isole (34%) hanno rilevato le prestazioni peggiori. Solo su una questione sembrano essere tutti d'accordo: nel nostro paese ci sono troppi casi di malasanità, problema "molto" o "abbastanza" presente per 80 italiani su 100. Tra i problemi segnalati, emerge quello organizzativo delle strutture ospedaliere seguito da un aumento dei finanziamenti e da una maggior impegno e qualificazione dell'equipe medica. In definitiva, benchè nel complesso la soddisfazione nei confronti del mondo medico tende a essere positiva, il concetto di malasanità sembra essere un problema allarmante comunemente avvertito e condiviso dagli italiani.

Fonte: RaiNews24

 
Sonno Profondo Stampa E-mail

sonnoIl gene del sonno profondo
L'intensità del sonno è associata al sistema del neurotrasmettitore adenosina.
Alcuni ricercatori hanno identificato una variazione genetica che potrebbe spiegare perché alcune persone dormono più intensamente di altre. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista "Proceedings of the National Academy of Sciences".
L'intensità del sonno è associata al bisogno di dormire. In passato era stato ipotizzato che quest'ultimo fosse determinato da fattori genetici, ma i geni responsabili e il loro effetto erano rimasti sconosciuti. Ora Hans-Peter Landolt dell'Università di Zurigo e colleghi hanno esaminato la correlazione fra le variazioni genetiche dell'attività cerebrale associata al sonno e il sistema del neurotrasmettitore adenosina.
I ricercatori hanno scoperto che gli individui con una mutazione in un gene specifico, quello dell'adenosina deaminasi, presentano un sonno più profondo - ovvero più intenso - rispetto ai soggetti con il tipo più comune di questo gene. Gli individui con il gene mutato sono caratterizzati anche da meno risvegli durante la notte.
Inoltre, le persone con una mutazione in un altro gene nel sistema dell'adenosina (il recettore A2A dell'adenosina) esibiscono alterazioni dell'attività cerebrale sia durante il sonno che da svegli. Queste scoperte suggeriscono che le variazioni genetiche nel sistema del neurotrasmettitore adenosina possano spiegare la variabilità umana nella necessità e nella qualità del sonno.
Proceedings of the National Academy of Sciences (2005).
© 1999 - 2005 Le Scienze S.p.A.

 
La rivincita della Vita Stampa E-mail

rianimazioneHa un infarto, rianimato dopo 35' si riprende e parla coi medici
La figlia: "Un miracolo. Siamo passati dal dolore alla felicità. Però, che incubo! Adesso speriamo che si riprenda del tutto"
E' accaduto all'ospedale Carlo Poma di Mantova ad un 73enne. Il primario: "Casi inusuali ma che fanno parte della medicina"
MANTOVA - "Stavamo già preparando il funerale, per noi è un miracolo che mio padre si sia ripreso". La figlia del pensionato di 73 anni, rianimato dopo 35 minuti dai medici del Carlo Poma di Mantova, racconta così "l'incubo vissuto". Ieri mattina alle 7 il pensionato, che si trovava già ricoverato per altre patologie, è stato colpito da infarto: immediato è stato l'intervento dei cardiologi e dei rianimatori con un massaggio cardiaco. I medici hanno constatato il decesso alle 7,25 visto che il pensionato non dava più segni di vita.

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