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Cinema
Una voce nella notte Stampa E-mail

Un film di Patrick Stettner. Con Robin Williams, Toni Collette, Bobby Cannavale, Rory Culkin, Sandra Oh, Joe Morton, John Cullum, Becky Ann Baker

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Gabriel Noone, scrittore di successo e conduttore radiofonico di un programma notturno, è in un momento di grande crisi: il suo compagno, giovanissimo e sieropositivo, l'ha lasciato e lui non sembra più in grado di scrivere e inventare storie. Un suo amico gli consegna il manoscritto di un quattordicenne che racconta la sua terribile infanzia segnata da ripetuti abusi sessuali. Lo scrittore inizia a trascorrere ore e ore al telefono con il ragazzo, ma quando i due decideranno d'incontrarsi, Gabriel capirà che la realtà non è sempre come sembra o come viene raccontata. Tratto dall'omonimo libro semi autobiografico di Armistead Maupin, già autore dell'acclamata serie di romanzi "I racconti di San Francisco", Una voce nella notte è una pellicola cupa e buia che, come purtroppo spesso accade, non ha trovato nella trasposizione cinematografica, una dimensione adeguata. Sebbene infatti si proponga come un thriller psicologico in cui la rivelazione finale dovrebbe arrivare in seguito a un climax emotivo, è proprio l'analisi introspettiva dei personaggi che viene a mancare: le menti e i cuori dei protagonisti per tutta la durata del film rimangono bene o male uguali a se stessi, superficialmente delineati o addirittura semplicemente abbozzati.

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Una notte al museo Stampa E-mail
Un film di Shawn Levy. Con Ben Stiller, Carla Gugino, Dick Van Dike, Mickey Rooney, Bill Cobbs, Robin Williams, Jake Cherry, Ricky Gervais una_notte_al_museo

Larry Daley è disoccupato e divorziato e rischia di perdere la custodia congiunta del figlio se non troverà un lavoro. Accetta quindi di fare il guardiano notturno al New York Museum of Natural History. Quello che non sa, ma che ben presto scoprirà, è che nel museo di notte animali e statue si animano creando un grande caos. Campione d’incasso come film natalizio negli States giunge da noi con quel tanto di ritardo che può rischiare di togliergli quegli spettatori a cui per Natale sono stati offerti draghi inadeguati e animazioni non entusiasmanti. Ci riferiamo a quel pubblico familiare che non si è ancora piegato all’ineluttabilità del cinema di Parenti e affini e cerca un’occasione di svago valida per grandi e piccoli. E’ quella che offre il film di Shawn Levy il quale non lesina effetti speciali, li inserisce in una vicenda ormai un po’ abusata che vede un padre (un Ben Stiller ipercinetico) bisognoso di ricostruire la propria immagine positiva ad uso di un figlio, ma poi sa come divertire.

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Un'ottima annata Stampa E-mail

Cast: Russell Crowe, Mitchell Mullen, Marion Cotillard, Albert Finney, Tom Hollander, Didier Bourdon, Valeria Bruni Tedeschi, Giannina Facio. Regia di Ridley Scott unottima_annata

Il timing, i tempi giusti .Questo è l'ingrediente essenziale affinché una commedia possa davvero ritenersi riuscita: lo svela il grande vecchio Albert Finney, in un piccolo ma prezioso cammeo, al suo caro nipotino Freddie Highmore in "Un'ottima annata- a good year". Insegnamento applicato alla lettera dal regista Ridley Scott nel film che regalerà al pubblico italiano per il prossimo Natale. E si tratta di un regalo davvero notevole, perché " A Good Year", una buona annata, è una commedia romantico esistenzialista di pregevole fattura, da gustarsi in totale relax, con lo stesso piacere con cui magari si sorseggia lentamente un bicchiere di buon vino, di buona annata appunto.
Già nel precedente "Il genio della truffa" l'autore di "Alien" si era avventurato nel per lui inusitato terreno della commedia, e qui il risultato conferma come, dal film storico (Il pluripremiato "gladiatore") alla fantascienza( "Blade Runner"), dal pamphlet bellico ("Black Hawk Down") al road movie femminista ("Thelma & Louise"), la parola eclettismo faccia decisamente parte del suo vocabolario.

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Donnie Darko: impressioni da cult movie Stampa E-mail

locandina_donni_e_darkoNon è possibile sempre collocare un genere di fim in una categoria ben definita, con contorni netti e con una fase criptica che, poi, rivela finalmente la sua logica.

Donnie è slipstream: la sua inquietudine che salta nel mondo fantastico-fantascientifico, spostandosi poi in quello esoterico-orrorifico, vorrebbe approdare in uno stato realistico-psicologico. A mescolare il tutto, lo sguardo ipnotico del suo interprete che cerca, nella telecamera, conforto. Donnie sfugge all'ipnosi e la riversa sullo spettatore. Il suo magistrale regista, Richard Kelly, lo colloca nel limbo di quegli inquieti- reali-irreali "concettosi" personaggi che abitano la TERRA. Donnie è carico infatti di esperienze psicologiche, carico di essere, impacciato e timido nella forma e nello stesso tempo consistentemente voluminoso e trasparente.
Donnie vede un'anima in tutti noi, che si agita e corre sui confini di mondi alternativi fatti però di scelte esatte, tutte quelle scelte che faranno di
lui un movie e di noi esseri viventi un cult.

 

Articolo a cura di Irene Cannone
 
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