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L'osservazione dei complessi meccanismi biologici che definiscono il comportamento sessuale e che determinano la risposta sessuale non dà ragione, di per sé, della multifattorialità che determina questo comportamento. Sono coinvolti infatti anche fattori di ordine psicologico, psicodimanico e cognitivo, oltre a quelli etici, normativi e al contesto socioculturale.
A partire dai primi anni di vita, gli impulsi sessuali trovano una specifica e speciale manifestazione seguendo, secondo la teoria freudiana, quel percorso che si articola nel passaggio attraverso le fasi dello sviluppo psicosessuale del bambino: orale, anale e fallica. C'è una stretta correlazione tra sviluppo degli istinti, educazione e formazione della personalità. Per questo, le prime espressioni ed esperienze sessuali del bambino concorrono alla formazione del comportamento e della struttura della personalità quale si sviluppa nell'adolescente prima e nell'adulto poi. Il comportamento sessuale riconosce quindi nella relazione il suo referente primario. E' questo il luogo della comunicazione, ma è anche il rivelatore di pulsioni interiori, di conflitti, di desideri e di slanci verso gli obiettivi desiderati. Questo percorso psicodinamico deve poi confrontarsi con le vicende sociali e culturali. Ad esempio, dopo un periodo nel quale la sessualità è stata proiettata verso una maggiore liberalizzazione, l'avvento dell'AIDS ha indotto a comportamenti di segno opposto, sotto la norma del sesso sicuro o dell'astinenza. In questa dimensione, l'evoluzione psicologica del comportamento sessuale si trova a fare i conti con esigenze di tutela della salute e con la necessità di modificare l'indirizzo di pulsioni e di desideri. Tuttavia, anche in questo caso, la buona evoluzione del rapporto con la sessualità permetterà di adeguarsi alle cautele senza mortificarne le qualità più vive: comunicazione, intimità e anche piacere.
Fonte: benessere.com
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