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Arte e Cultura
Teatro
La piccola bottega degli orrori | La piccola bottega degli orrori |
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Regia: Federico Bellone e Giorgio Secoli. Un piccolo negozio di fiori, in un povero quartiere di una New York anni ’60, sta per dichiarare bancarotta, quando il giovane commesso, Seymour, propone al suo principale, il signor Mushnik, di esporre in vetrina una piccola pianta carnivora, trovata in circostanze misteriose durante un’eclissi di sole. Come per magia l’attività del negozio rinasce improvvisamente. L’inaspettata fortuna viene attribuita alla presenza della pianta, battezzata dal timido botanico col nome di Audrey, lo stesso che porta la dolce collega di cui egli è segretamente innamorato. Presto però Seymour scopre che la pianta si nutre in modo insolito e cresce a dismisura fino a sviluppare addirittura la capacità di parlare! La pianta sembra proprio avere una sua volontà in grado di cambiare radicalmente l'evolversi degli eventi.
La recensione di Anna Maria Zucchelli "La piccola bottega degli orrori", commedia musicale ispirata al famoso film scritto e diretto dal regista Roger Corman nel 1960, e riproposto poi negli anni con vari allestimenti in musical, racconta la storia di una botteguccia di fiori dagli scarsi affari, nella New York anni '60. Quasi in fallimento, la botteguccia si riprende grazie all'arrivo di una strana pianta, che il proprietario mette in vetrina per attirare l'attenzione. Magicamente, gli affari del negozio riprendono vigore, ma nel contempo la pianta s'ingrossa, finchè addirittura inizia a parlare. E si capisce ben presto il mistero: la pianta, ribattezzata Audrey (come l'innamorata del proprietario), è carnivora! L'allestimento parte con la voce narrante che presenta come veniva accolta negli anni '60 la fantascienza. Ecco appararire la scenografia, pulita e miratissima, con il tipico sfondo di palazzi del tipico quartiere povero della tipica New York anni '60: il lampione (acceso per tutto il tempo dello show), a centro il negozio di fiori, con la vetrina centrale e sulla destra la porta d'ingresso per i personaggi con sopra l'insegna "Hotel", anch'essa illuminata per tutta la durata dello spettacolo. E quindi anche luci ben dosate e precise, a illuminare sia i personaggi che il negozio. Niente orchestra, ma le splendide registrate musiche anni '60 (e Bellone ci sguazza, vedi l'attuale riedizione di "Grease", di cui è regista!), a loro volta splendidamente interpretate dal trio femminile Chiffon (Nadia Scherani), Ronnette (Valentina Piccione) e Crystal (Silvia Giuntoli) le quali, nei loro nostalgici costumi, sono state davvero da applausi. I personaggi principali, ossia il fioraio Seymour (Leonardo Martinelli) e Audrey (Gaia Valentina Bellunato) sono stati sempre all'altezza del loro ruolo.Notevole davvero è stata la messiscena della pianta carnivora e, soprattutto quando è ormai gigante, è stata movimentata particolarmente bene, con un grande impatto scenico in particolar modo quando ingoia le persone. Molto d'effetto la pioggia al calar del sipario del I atto. Senzo dubbio e senza indugio, un elogio al giovane regista Federico Bellone, il quale ha saputo gestire la messa in scena in modo magistrale ed encomiabile. Un buon allievo dal futuro roseo, visto che il suo maestro è nientemeno che Saverio Marconi. In sintesi, uno spettacolo fatto veramente bene, adatto a tutti e anche ai bambini (in barba ai paventati traumi da pianta carnivora!); non a caso il teatro era gremito proprio di fanciulli di ogni età, peraltro sempre molto attenti, educati e silenziosi durante tutta la rappresentazione. Pubblico soddisfatto: meritati applausi a tutti, con l'uscita per ben tre volte di tutta la compagnia. |
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