|
Che fortuna essere bilingue, aiuta il cervello a divenire piu' grande: l'ha scoperto l'italiano Andrea Mechelli, partito dall'Universita' degli Studi di Padova con una laurea in Psicologia e ora al lavoro da cinque anni come neuroscienziato presso la University College di Londra. Secondo quanto riferito sulla prestigiosa rivista Nature la materia grigia di una zona del cervello, l'area parietale inferiore dell'emisfero sinistro in prossimita' del giro angolare, e' piu' voluminosa nei bilingue rispetto ai monolingue e lo e' tanto piu' quanto piu' precocemente nella vita si e' imparata la seconda lingua. L'area che sviluppa massa grazie alla ginnastica linguistica, ha precisato in un intervento Mechelli, fa parte delle aree del linguaggio ed e' solitamente attivata in compiti di scioltezza verbale. Gli esperti del laboratorio londinese hanno compiuto due studi, su un gruppo di inglesi e uno di italiani. "Nello studio sui soggetti inglesi, ha raccontato l'esperto italiano, abbiamo confrontato tre gruppi, i monolingue, i bilingue che hanno imparato una seconda lingua prima di compiere 5 anni, i bilingue che hanno imparato una seconda lingua dopo i 10 anni".
"Abbiamo trovato che la densita' neuronale nella corteccia parietale inferiore di sinistra e' maggiore nei soggetti bilingue che in quelli monolingue - ha aggiunto Mechelli - e che tale differenza e' piu' accentuata nel gruppo dei bilingue che hanno appreso presto il secondo idioma rispetto a coloro che invece l'hanno imparato solo dopo i 10 anni". Nello studio sugli italiani, di eta' compresa tra i 2 e i 34 anni, gli scienziati hanno esaminato con scansioni cerebrali 22 individui che avevano imparato l'inglese ad eta' diverse e con risultati assai diversi. Nella corteccia parietale inferiore di sinistra, c'era uno stretto legame con l'eta' di acquisizione della seconda lingua, ha raccontato Mechelli: prima si era imparata, maggiore era la sostanza grigia formatasi; ed una correlazione con il livello di conoscenza e padronanza del secondo idioma: piu' bravi si era a parlare una seconda lingua, maggiore era la sostanza grigia formatasi. "Questi risultati suggeriscono che la struttura del nostro cervello cambia quando si impara una seconda lingua - ha spiegato il neuroscienziato italiano - e che l'entita' del cambiamento dipende dall'eta' di acquisizione e dalla padronanza acquisita". Altri studi in precedenza avevano evidenziato la malleabilita' del cervello a formarsi e crescere come effetto di attivita' svolte soprattutto a partire dai primi anni di vita e comunque in giovane eta', dalla musica alla danza, ha concluso Mechelli. (ANSA).
|