Skip to content

Green color

Narrow screen resolution  Wide screen resolution  Increase font size  Decrease font size  Default font size  Skip to content Default color Pink color Green color Green color

Login Form

Username

Password



Recupera la tua password?
Non sei registrato? Registrati

NewsLetter

Inserisci la tua email:

Benvenuto a .......

lubak4272 29 Jul 2010
csljyq1688 27 Jul 2010
4gstores 26 Jul 2010
goodnews213 13 Jul 2010
gessica 12 Jul 2010

Top 5 Posters!!

linx 186
naniello 54
winner8 25
ACCVEL 16
Scricchioletto 11

Idisabili - RSS

Preleva i nostri feed rss e sarai sempre aggiornato!
HOME arrow Tempo Libero arrow Sci alpino per disabili ieri e oggi
Sci alpino per disabili ieri e oggi Stampa E-mail

sciareAlbert Herbert e Michael Knaus sono due tecnici dello sci per disabili che, qualche tempo fa, per conto dell'associazione predazzese SportABILI, hanno compilato un manualetto sulle origini e lo sviluppo di questo sport. Intervista ad Albert Herbert, che dal 1988 al 1998 è stato responsabile tecnico dello sci alpino nella FISD, Federazione Italiana Sport Disabili (settore fisico e mentale).
Lo sci è uno sport vecchio come il mondo...
«Lo sci è vecchio come il mondo (reperti risalenti a quattromila anni fa testimoniano l’utilizzo di tavole di legno per sciare), ma è stato utilizzato solo come mezzo di trasporto fino al XIX secolo, quando, a partire dai Paesi Scandinavi, si è cominciato a praticarlo come sport».

E i disabili? Quando hanno incontrato lo sci?
«I primi dati certi risalgono alla seconda guerra mondiale: i numerosi reduci amputati che sapevano sciare si sono inventati un modo per continuare a farlo, nonostante la loro modificata fisicità. Tre sci, uno per racchetta e il terzo per la gamba sana, hanno permesso di sciare ad amputati sopra il ginocchio. Zeppe sotto gli scarponi e cavi e carrucole per piegare l'articolazione sono stati i primi ausili per disabili amputati sotto il ginocchio. Nel 1947 questo sport si è diffuso molto e l’anno dopo sono stati organizzati i primi corsi per disabili. A questo punto ai disabili di guerra si sono aggiunti altri disabili, ma fino agli anni Settanta amputati e non vedenti erano gli unici a sciare».

E i disabili in carrozzina?
«La voglia di sciare e la fantasia li hanno spinti a produrre diversi prototipi per sciare, fino all’invenzione del monosci».

Come funziona?
«Il monosci, in un sedile Kevlar con sospensioni, è attaccato a uno sci normale mediante un dispositivo. Il disabile scia utilizzando l’equilibrio del proprio corpo, aiutato da due stabilizzatori. Stabilizzatori e sospensioni che, nel corso del tempo, sono stati perfezionati, tanto che ora, con il mono-sci, si può fare slalom ad alto livello».

Dopo i corsi sono venute le gare...
«Nel 1948, mentre a Badgastein, in Austria, 17 atleti partecipano al primo campionato disabili di cui abbiamo traccia, a Stoke Mandeville, in contemporanea con le Olimpiadi estive, si svolgono i primi giochi in carrozzina».

Da qui il passo per le Paralimpiadi è breve?
«Non proprio, perché, se già nel 1960 vengono organizzati a Roma i primi Giochi Estivi Parallimpici ufficiali, bisogna aspettare il 1976 per i primi Giochi Paralimpici Invernali. Poi, nel 1982, viene fondato il Comitato Internazionale Coordinativo (ICC) che avrebbe coordinato da quel momento in poi i Giochi Paralimpici. Successivamente, inoltre, si sono sviluppate nei singoli Stati gare che poi convergono nelle Coppe Europee e Mondiali, caratterizzate dalle seguenti specialità: slalom, slalom gigante, super G e discesa libera».

Che rapporto c’è tra Giochi Olimpici e Paralimpici invernali?
«Si svolgono entrambi nella stessa località e i secondi cominciano subito dopo la fine dei primi. In qualche caso sono state utilizzate le stesse strutture e, secondo me, è fondamentale che cresca l’integrazione degli atleti disabili a livello olimpico».

Lo sci per persone con disabilità è uno sport costoso?
«Questa domanda tocca un tasto delicato. Ai costi dell’attrezzatura bisogna aggiungere infatti quelli dei viaggi, degli alloggi e del tempo dedicato agli allenamenti, spesso rubato alle vacanze o ai permessi lavorativi. È molto difficile trovare sponsorizzazioni in questo campo, anche se la situazione sta migliorando».

Fonte: Superando

 
Pros. >